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Nel 1996 ho suonato per la
stagione di musica contemporanea Novurgia alla
Palazzina Liberty di Milano; nel programma di sala il
crescente interesse per lo strumento fu indicato quale
rinascenza della fisarmonica. Effettivamente è
proprio così: lo strumento, negli ultimi vent’anni, sta
vivendo un vero e proprio exploit.
La fisarmonica si ripropone
oggi quale alfiere del genere d’intrattenimento: si
potrebbe quindi parlare di riscoperta, pensando
alla musica di Astor Piazzolla, e a tutto l’ entourage
canzonettistico che ne deriva. Ma mi sembra soprattutto
doveroso parlare dell’interesse che la fisarmonica suscita
nella musica colta; è questa, la rinascenza
vera e propria della fisarmonica. Una rinascenza
che ha in sé qualcosa di profondamente nuovo: le
potenzialità dello strumento hanno finalmente trovato una
dimensione che permette loro di essere indagate a fondo, e
contribuire così ad ampliare l’orizzonte del pensiero
musicale contemporaneo.
L’ultimo ventennio ha
infatti regalato al nostro strumento pagine memorabili,
quali Sequenza XIII di Luciano Berio, Feria IV
di Franco Donatoni, De profundis di Sofia
Gubajdulina, Winter seeds di Klaus Huber,
Episoden, Figuren di Mauricio Kagel, Jeu d’anches
di Magnus Lindberg, Vagabonde blue di Salvatore
Sciarrino, e via dicendo.
Penso sia giusto, di tanto
in tanto, aggiornare la situazione, almeno per
quanto riguarda la produzione del filone colto.
E' ciò che mi appresto a
fare ne
La fisarmonica all'Accademia Chigiana di Siena. |