Corrado Rojac,
fisarmonica


 

La scoperta della prima fisarmonica italiana (1840)

 

 

La rinascenza della 
fisarmonica

 


La fisarmonica all'  
Accademia Chigiana

 


La nuova musica per fisarmonica della "Chigiana"
 

 

 

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Corrado Rojac, composizione

 

 

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di Corrado Rojac

 

 

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Uscita la prima registrazione delle
musiche per armonica a mantice di Giuseppe Greggiati
.


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The world premiere
recording of Greggiati’s accordion music

is now online

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Corrado Rojac, accordion - Variazioni

Product Code: CDE09-C010
Total time: 58′.38″
Recording studio: Milan, 2010
Recording & mastering at: Studio Forzani da Michele Forzani

Corrado Rojac su limen tv

 


"Trivium "  Rojac Corrado - Fisarmonica da concerto


 Recensioni
Pubblichiamo
qui alcuni frammenti da recensioni riguardanti il CD di Corrado Rojac.

            “Lo strumento dei balli rurali ha ben poco a che fare con organi in miniatura come quello, per l’occasione, imbracciato da Corrado Rojac, giovane virtuoso che vanta il primato di essere stato il primo strumentista del genere a diplomarsi regolarmente presso un Conservatorio. Il titolo del CD, Trivium, allude alle tre vie che si aprono al fisarmonicista colto: il repertorio barocco per strumenti da tasto; l’approfondimento della letteratura specifica; la letteratura contemporanea. La porta al variegato percorso è rappresentata da Frescobaldi, di una fluorescenza bizzarra che ben si presta alla vertiginosa digitalità del solista, la cui arte della spezzatura conferma quel carattere di musica d’uso che il compositore intese conferire alle sue Toccate. Pago (giustamente) dell’escursione barocca, Rojac la completa aggredendo il ben temperato massiccio bachiano, che dimostra, una volta in più, di trarre da tutto ciò che fa neutralità timbrica un purissimo nitore di linee. Il repertorio specifico è rappresentato da due compositori sovietici di opposto carattere: elegiaco, denso di tramonti sulla Neva, Solotarev; intriso di fumi di acciaierie, Kusjakov, un futurista poeta della macchina. Tra i contemporanei, Franco Donatoni compare con un brano della sua produzione degli ultimi anni. (…) Per Episoden, Figuren, Kagel prevede che l’esecutore, al termine del brano faccia una smorfia al pubblico. Mancando il supporto video, potete supplire tenendovi davanti uno specchio, e provvedendo da soli; nel qual caso, però, ricordatevi anche di applaudire, perché ciò che Rojac riesce a fare in questa festa dell’intelligenza – dove i luoghi comuni da abbonati atavici alle stagioni sinfoniche cumulative di prosa e conferenze vengono messi in ridicolo con sottile puntualità – è il miglior biglietto da visita che uno strumento, culturalmente ancora in fasce, possa esibire.

Alessandro Zignani,

 sul mensile d’informazione discografica Musica, giugno 2002


            In un compact di recentissimo conio, il musicista triestino Corrado Rojac celebra i fasti della fisarmonica, uno strumento che le grandi sale, quelle in cui pulsa la vita musicale che conta, stentano a ospitare.

            Questa fisarmonica particolare – quella da concerto con doppia bottoniera e rigorosamente a bassi sciolti, da lui usata con rara abilità – ha fatto breccia nei Paesi del Nord e dell’Europa orientale, meno in Italia dove pur vanta illustri origini. (…) Non è certo un caso che lo stesso Corrado Rojac, diplomato anche in pianoforte e in violoncello (studi al Tartini con Libero Lana), abbia ottenuto la cattedra d’insegnamento del suo strumento là dove esso è più coltivato, al Conservatorio di Fermo.

            Spesso applaudito dalle nostre parti, pluripremiato in importanti concorsi e accreditato ambasciatore della fisarmonica da concerto, Rojac ha assemblato per le edizioni della RS (Real Sound) un accurato cofanetto della durata di quasi un’ora e dal quale si apprezza l’eccellenza esecutiva ma anche il rigore del repertorio.

            Rifuggendo dalle pagine di facile effetto (dai Voli del calabrone, tanto per intenderci) in cui pur sa provocare ammirato stupore, Rojac privilegia opere originali per fisarmonica e affida il suo compact alle tre direzioni di una plausibile antologia. Dapprima un breve excursus nel barocco destinato alla tastiera, con Frescobaldi e Bach restituiti da Rojac con austerità e autorevolezza.

            Quindi un riconoscimento alla letteratura odierna russa con Preludio e Nevicata notturna di Vladislav Solotarev, scomparso a trent’anni, e con Anatoli Kusjakov, la cui Sonata in quattro tempi suona incredibilmente coinvolgente, fantasiosa e possente.

            Infine, nel terzo sentiero, c’è la sperimentazione legata alla suggestione timbrica della fisarmonica avvertita da Franco Donatoni (Feria IV) e da Mauricio Kagel (Episoden, Figuren).

            Accuratamente realizzato e dotato di buona profondità di suono, il disco è tanto inconsueto quanto coinvolgente all’ascolto.

 

Claudio Gherbitz,

sul quotidiano triestino Il Piccolo, 18 aprile 2002

 


Note Musicologiche
Sound file
 (brano contenuto nel CD)